Tel Aviv, a centinaia in strada contro la violenza omofoba

Quasi mille persone sono scese in piazza a Tel Aviv, Israele per dimostrare il proprio supporto ad un sedicenne gay accoltellato dal fratello nell’ostello della gioventù LGBT+ “Beit Dror” in cui si era riparato per fuggire dalla famiglia omofoba.

L’aggressione è avvenuta venerdì 26 luglio, quando il ragazzo, la cui identità non è stata rivelata per motivi di sicurezza, è stato pugnalato al petto e alla gamba da un uomo che sarebbe stato identificato dalla vittima stessa come suo fratello maggiore, il quale è poi fuggito prima dell’arrivo dei servizi d’emergenza che hanno portato il 16enne di emergenza all’ospedale di Ichilov.

“Preghiamo per il benessere del ferito e ci uniamo a Beit Dror in questa giornata difficile. Questo è un crimine d’odio contro la comunità LGBTI. C’è un prezzo per le insinuazioni e la LGBTfobia che sentiamo tutti i giorni” ha commentato l’IGY (organizzazione giovanile LGBTI israeliana).

Un video girato subito dopo l’attacco, che non mostra la vittima ma fa vedere il sangue sulla macchina parcheggiata di fronte all’ingresso e sul marciapiede, è diventato virale ed ha portato il caso sotto i riflettori nazionali, attirando le condanne da parte di tantissime persone a livello nazionale ed internazionale, tra cui molti attivisti LGBT+ locali e nazionali, e ispirando la marcia di supporto.

La manifestazione ha preso i toni di protesta contro la violenza nei confronti della comunità LGBT+, attraverso il motto “fighting for our lives” (combattendo per le nostre vite).

Ha commentato Etai Pinkas-Arad, famoso attivista LGBT+ israeliano:

“Quando il Paese è pieno di cartelloni pubblicitari provocatori, quando i nostri leader religiosi sono disposti a sacrificare il nostro sangue, e il ministero dell’educazione vuole convertirci, ci sono persone che accolgono questi messaggi e li mettono in pratica. Il continuo incitamento all’odio nei confronti della comunità LGBT+ è direttamente connesso all’aumento della violenza nei nostri confronti”

“Il fatto che un attacco simile sia accaduto in un luogo che dovrebbe essere sicuro per i giovani della comunità gay dimostra la profondità del pericolo” ha sottolineato invece Nitzan Horowitz, primo leader dichiaratamente gay di un partito politico, mentre partecipava alla manifestazione.

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