Vademecum per i ciuccioloners – Parte 2

La settimana scorsa vi ho lasciato con un interrogativo ancora aperto: quando un blowjob è davvero il top del top? Dopo il breve-ma-non-troppo excursus sul coito orale dell’articolo precedente (a questo link trovate la prima parte), è finalmente arrivato il momento di condividere con voi il breviario che ho realizzato su “l’arte di comportarsi” durante la fellatio. Nessuna presunzione di insegnare qualcosa, ma piuttosto un galateo, che, per esperienza personale, mi sento di consigliare. Obiettivo: sesso orale super-mega-iper.

La chiave di lettura di questo articolo è la regola del tre. Per comodità ho infatti diviso il vademecum in tre aree tematiche: suggestioni per il praticante, avvertenze per il ricevente e posizioni più eccitanti. A ciascuna di queste sono associati tre tra divieti e obblighi. Soprattutto divieti, perché sapere cosa è meglio non fare spesso torna più utile che fare di tutto un po’. Ma cominciamo.

1, suggestioni per il praticante 

  • Denti e monotonia. E’ sempre bene tenere a mente questa cosa. Per quanto morfologicamente la cavità orale sia costituita da svariate e diverse componenti, masticare il membro del partner non è mai cosa buona e giusta. La dentata può capitare, magari durante un approccio un po’ più violento, per foga. In generale, però, la prima regola di un buon ciuccioloner è no denti. Però appunto, la bocca è un organo complesso e ci si possono fare un sacco di cose, quindi, pliz, sbizzarritevi. Usate la fantasia, cominciate dall’interno coscia, date le giuste attenzioni agli incavi dell’inguine prima di fiondarvi sul würstel come un monacense qualsiasi che deve asciugare i litri di birra ingollati all’Oktoberfest.
  • L’effetto ice-cream. Limitarsi a reggere il pene con una mano mentre si fa scorrere la lingua lungo l’asta, e ancora, e ancora, non è esattamente ciò che si può definire una situazione libidinosa. E’ quello che io chiamo cono gelato. Sì, insomma, litri di saliva sprecati nel vano tentativo di raccogliere tutte le goccioline di gelato sciolto che colano lungo la cialda. Risultato? Il cono si ammoscia. E il partner transita in quella fase di dormiveglia che, se non fosse perché respira, pare di essere a letto con un corpo ancora caldo, ma già spirato. La noia.
  • Gli occhi del porca tro*a. Lo so, non sempre lo strumento di fronte al quale ci troviamo è quello che ci saremmo aspettati. Un po’ troppo grande; non propriamente enorme; leggermente deviato verso nord-est. Avete ragione, e l’effetto sorpresa può essere uno shock. Ma non fate quella faccia sbigottita perché non è la prima volta che siete in ginocchio, e niente commenti sarcastici. Non dovete necessariamente ripassarci una seconda volta, ma ormai siete in ballo con la prima, ballate. O trovate una scusa credibile per svignarvela. Avrò chiuso la macchina?, Ho lasciato il sugo sul fuoco. 

2, avvertenze per il ricevente

  • La strada per El Dorado. Quando si riceve una fellatio è un po’ come se fosse la notte di Natale, un dono. E non sempre ci si aspetta quel regalo tanto desiderato, quindi ci si può trovare impreparati – anche se, ammettiamolo, quel pensiero da Oh sì, adesso me lo prende in bocca ci sfiora sempre il cervelletto. Però è buona abitudine porsi in un’ottica di rispetto nei confronti di chi ci sta facendo il regalo. E no, nella stragrande maggioranza dei casi non si tratta di Dora l’esploratrice. Quindi, io non dico glabri come vermi, ma una pragmatica spuntatina al bosco sommerso la darei. E’ imbarazzante assistere a quella tragicomica ricerca di peli sulla lingua. Soprattutto perché al termine della ricerca non ci sono lingotti d’oro ad attenderci. Plus, annotatevelo, i peli trattengono gli odori.
  • Achtung, il dono della parola. Il Signore vi ha dotati di corde vocali, fatele vibrare. Anche solo per evitare quella sensazione di essere a letto con una bambola gonfiabile. Non è importante che recitiate l’Otello o essere un’ugola d’oro, ma un mugugno ogni tanto, un versetto… almeno ansimate, per Dio! Siate presenti! Parlate, esprimete quello che sentite, indirizzate il partner, ditegli quello che vorreste e quello che invece non vi sta piacendo. Che anche se il sesso orale si riceve, lo si gode di più quando è condiviso, e quando c’è partecipazione erotica da parte di entrambi. Soprattutto, però, avvisate quando state per finire. No dico, sul serio. Attenzione, sto per venire! Non importa se la vostra voce sarà un rantolo robotico o spezzato dal piacere – anzi, speriamo! Ma è’, a mio avviso, sacrosanto diritto del partner passivo stabilire cosa fare quando chi riceve raggiunge l’orgasmo. Sì, magari si sposta. E magari non è proprio così che immaginavate di terminare, ma va bene lo stesso. E, per favore, fatelo a modino. Ingoia o ti finirà negli occhi non è molto Chanel.
  • Non perdere il ritmo, baby. E’ giusto godersi il momento, ma non perdetevi a pensare cose come Sto durando parecchio, mi merito un cinque. Nella mia testa ci sono due me stessi che si corrono incontro lungo una spiaggia, fanno un salto e si danno un cinque; o in domande come Che gusto avrà il mio pene? Ma di cosa vuoi che sappia, lamponi e latte di mandorle?! State attenti a quello che succede, non distraetevi troppo, e aiutate il partner a trovare il giusto ritmo. Non sempre è apprezzato sentirsi tirare con forza i capelli, ma un aiutino è comunque gradito.

3, le migliori posizioni dell’amore orale 

  • La genuflessione. Ne abbiamo già parlato la settimana scorsa. E’ una delle posizioni più classiche, ma ricerche dimostrano anche una delle preferite dagli uomini. Il partner pratica la fellatio stando in ginocchio, sottomesso allo sguardo del soggetto attivo, che in piedi può assistere. Il piacere sessuale è amplificato dalla sensazione di dominare il ciuccioloner da un punto di vista sia fisico che scopico. E poi, non neghiamolo, i livelli di profondità che si possono raggiungere in questo modo sono in assoluto i migliori.
  • Il mandriano. Un’altra posizione molto frequente è quella che vede il soggetto attivo seduto in stile vaccaro di Donna Francisca de Il Segreto (o Amazzone, a vostra scelta) a cavalcioni sul petto del partner. In questo modo chi riceve il blowjob ha molto più potere decisionale sul ritmo e la profondità dell’atto sessuale, mentre il soggetto passivo può stimolare anche le altre zone erogene del partner. Ricordiamo, tra le altre, la zona perineale, sempre sia lodata.
  • Il tropico del cancro. E’ solo il modo in cui chiamo il la famosissima posizione del 69 tratta dal kamasutra (anche il segno zodiacale del cancro è formato da due riccioli). E’ forse il primo consiglio da seguire per un sesso orale strepitoso e dalle conseguenze esaltanti: a tutti e due piace procurare con la propria bocca piacere all’altro e questa situazione può aumentare l’eccitazione e la forte condivisione erotica tra i due – o più – partecipanti.9ec704d9b78faf0ab0b7a08f5d04b85b

E questo è il mio vademecum per un buon sesso orale. Un galateo di (ironiche) riflessioni nate perché, come afferma Palahniuk – per fare una citazione colta – anche io sono convinto che “Non leggerò mai una poesia bella quanto uno di quegli orgasmi che ti mandano a fuoco, ti fanno venire i crampi al culo, ti inondano le budella”, ma, a differenza sua, non credo che “Il peggiore dei pompini sarà sempre meglio, per dire, della più profumata delle rose, del più fantastico dei tramonti. Delle risate dei bambini.”

Breve, importante annotazione. Nel precedente articolo concludevo incentivando l’uso del preservativo anche durante il sesso orale, soprattutto quando l’anamnesi sessuale del partner è pas reçu, non pervenuta, suscitando l’ilarità di chi non si spiega per quale motivo dovrebbe succhiare un guanto di lattice. Non voglio appesantirvi il week end con un pippone alla Veronesi, ma dire che il sesso orale non è a rischio contagio di Malattie a Trasmissione Sessuale non è realistico. Il soggetto più a rischio di contrarle è quello passivo, che entra più facilmente in contatto coi liquidi corporei del partner, cause della trasmissione di MST. Ma anche il soggetto attivo non è esente dal contagio, ad esempio, per contatto cutaneo. Il guanto di Parigi, è vero, diminuisce il piacere. Ma chi sceglie di praticare sesso orale senza l’utilizzo del condom deve essere conscio o conscia che durante questa pratica esistono fattori di rischio non indifferenti. E l’HIV è solo una delle possibili conseguenze. Patologie come la sifilide, l’herpes o il papilloma sono provocate (anche) dal sesso orale. E le profilassi (come ad esempio lo Zovirax) non sono sufficienti ad azzerare il rischio contagio. Quindi, il consiglio più concreto è quello di porre comunque sempre attenzione per evitare spiacevoli sorprese e quando possibile utilizzare metodi per il sesso protetto.

A tutti, un buon week end di sano sesso. Col preservativo sempre a portata di mano!
E preparatevi, perché la settimana prossima parliamo di threesome. Cosa ne pensate, voi, del sesso a tre?

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